Il 21 febbraio 2001, a Novi Ligure, una ragazza di 16 anni ferma un’auto in strada e grida: “Aiuto, due albanesi hanno ammazzato mia madre e mio fratello”. È l’inizio di uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti della storia italiana. Per 48 ore l’ipotesi di una rapina finita nel sangue domina i telegiornali e alimenta la paura. Ma nella villetta di via Dacatra qualcosa non torna: nessun segno di effrazione, una violenza sproporzionata, una dinamica incompatibile con il racconto della sopravvissuta.Le indagini portano a una verità inaspettata: a uccidere Susy Cassini e il piccolo Gianluca De Nardo, colpiti con un totale di 97 coltellate, sono stati Erika De Nardo e il suo fidanzato Omar Favaro, i “fidanzatini di Novi Ligure”. A distanza di oltre vent’anni, il delitto di Novi Ligure resta uno spartiacque nella cronaca italiana: un caso che ha messo in discussione l’idea di “normalità” e ha mostrato quanto facilmente il pregiudizio possa orientare l’opinione pubblica.
In questo episodio di “Sulla Scena del Crimine”, ricostruiamo il caso con Margherita Carlini, psicoterapeuta e criminologa forense.
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Video di Margherita Carlini
Autrici del video: Mara D’Alessandro e Margherita Carlini
Montaggio video e ricostruzioni con IA: Mara D’Alessandro
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00:00 Cos’è successo la sera del 21 febbraio 2001 a Novi Ligure
01:37 Chi era la famiglia De Nardo
03:02 Perché Erika accusò “due albanesi”
03:42 97 coltellate a Susy e Gianluca: cosa rivelò la scena del crimine
06:12 Cosa dissero Erika e Omar nelle intercettazioni
07:32 Perché Erika uccise la madre e il fratellino? Il movente e il processo
11:23 Erika e Omar oggi, la loro vita dopo la condanna




