Gianna Burlò racconta, davanti al tribunale di Torino, la telefonata con il padre Mario, liberato stanotte in Venezuela dopo 14 mesi di detenzione. “L’ho sentito alle 4 e mezza, era contento di tornare a casa”, dice. Confessa le paure dei mesi trascorsi, tra l’ansia per la salute del padre e l’incertezza sul suo destino. “Ho pianto quando l’ho sentito la prima volta al carcere e anche oggi”, aggiunge. Ora attende il suo ritorno in Italia, previsto domattina, 13 gennaio. “È un po’ dimagrito, mi ha fatto impressione vederlo rasato, ma è sempre stato forte. Ora non vedo l’ora di abbracciarlo e recuperare un anno insieme”.
Di Federico Gottardo




