Il segretario di Azione attacca lo storico che lo aveva bacchettato su Crimea e Russia: «Da Barbero un ragionamento stupido, è un comunista che sta dalla parte di Putin»
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Non si ferma il botta e risposta tra Alessandro Barbero e Carlo Calenda. Il professore, reduce dal marasma sollevato per il video in cui sponsorizza il No al referendum sulla giustizia, ha bacchettato il segretario di Azione sul palco del PalaAsti di Torino, insieme al collega Angelo d’Orsi: «Avete presente dov’è la Crimea? Forse il senatore Calenda direbbe che è in Ucraina. Che Dio lo perdoni. La Crimea è in Russia, è sempre stata russa». E il senatore non le ha mandate a dire: «Spero che Barbero fosse ubriaco. Sì, direi che la Crimea è Ucraina. Perché lo è. È stata presa con la forza da un dittatore fascista. Avrei detto la stessa cosa dei Sudeti e della Cecoslovacchia. Ma forse Barbero avrebbe dato ragione a Hitler». E poi, in un video ha rincarato la dose con un parallelismo: «La Crimea è stata russa per circa 200 anni. L’Alto Adige è stato austriaco per 555 anni. Allora vogliamo fare un referendum per l’annessione all’Austria? Perché se si comincia a ragionare così, tutta l’Europa va scomposta e ricomposta». Secondo Calenda, la lettura dei due storici sarebbe figlia di un retaggio ideologico: «D’Orsi e Barbero sono comunisti e stanno dalla parte di Putin perché è l’ex Unione Sovietica. La realtà è che la Crimea è russa quanto l’Alto Adige è austriaco. Anzi, l’Alto Adige è molto più austriaco». Probabile che non si tratti dell’ultima puntata.




