Cristina Pinto, oggi meglio nota come “la Nikita della camorra”, ha scontato 22 anni di reclusione, preferendo il carcere alla collaborazione con la giustizia.
Una decisione che solleva interrogativi ancora aperti: fedeltà al codice camorristico o timore di ritorsioni contro la famiglia?
Di certo, Nikita ha sempre espresso una posizione netta contro i collaboratori di giustizia, definiti da lei come degli omertosi che parlano soltanto per ottenere sconti di pena ed essere poi mantenuti dallo Stato.




