Disarmatə: al Pigneto si parla di guerra e pace globale con Ilaria Cucchi e Gianluca Peciola

di solobuonumore

Disarmatə: al Pigneto si parla di guerra e pace globale con Ilaria Cucchi e Gianluca Peciola

Dibattito organizzato negli spazi del Coni Stella

Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/roma/disarmat-al-pigneto-a-roma-si-parla-di-guerra-e-pace-globale-con-ilaria-cucchi-e-gianluca-peciola/6c4b588d-778d-48e3-8c1d-e8f1e2bc5xlk

Carri armati che attraversano l’isola pedonale del Pigneto lasciandosi alle spalle una scia di fuoco e distruzione, soldati armati con fucili di precisione che attraversano in schiera il nuovo ponte di Ferro, la Prenestina bombardata mentre un gruppo di militari fugge. Immagini provocatorie, che possono sembrare irreali ma che potrebbero, invece, diventare realtà. Con questa provocazione visual gli organizzatori di Disarmatə, dopo aver tappezzato a sorpresa con le immagini i muri del Pigneto, hanno promosso un talk condiviso – negli spazi del Coni Stella – per parlare di guerra, ma soprattutto della necessità e dell’urgenza di una pace globale, che parta da tutti i quartieri del mondo.Un disarmo che necessariamente deve coinvolgere la globalità dell’essere umano, il mondo dei linguaggi aggressivi, delle paure alimentate, delle narrazioni che dividono. In un tempo segnato da conflitti vicini e lontani, l’iniziativa ha scelto di fermarsi e guardare in faccia la complessità, senza semplificazioni. Disarmare come atto politico, ma anche come pratica quotidiana, come esercizio di ascolto e di responsabilità. All’evento hanno partecipato anche la senatrice Ilaria Cucchi (Sinistra italiana) e l’attivista Gianluca Peciola. «Abbiamo voluto lanciare un grido di allarme e di speranza – ha spiegato Alessandro Bonanni di Comunitaria Odv, realtà organizzatrice dell’evento -. La provocazione visiva serve a mostrarci come la nostra quotidianità possa essere interrotta in qualsiasi momento». L’iniziativa ha lanciato nel quartiere un segnale chiaro: la possibilità di aprire spazi di dialogo anche su questioni complesse e divisive, partendo dai territori e dalle relazioni, come primo passo verso un cambiamento più ampio. «Crediamo che uno degli strumenti più efficaci per un disarmo globale sia l’arte – spiega Flavio Rossi di Utol Ceramica, promotore dell’evento -. L’arte, infatti, può mostrarci come potremmo sprofondare in un mondo peggiore, ma è il nostro lasciapassare per sperare in un mondo migliore».

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