L’intervento per togliere il cuore malato di Domenico sarebbe cominciato quando l’organo del donatore di Bolzano non si trovava ancora in sala operatoria, cioè circa 10 minuti prima dell’ingresso dell’équipe con il contenitore per il trasporto. Il dato arriva dall’incrocio degli orari indicati nell’audit del Monaldi con quelli contenuti nella cosiddetta “scheda Cec”, cioè il documento dove sono indicate le ore esatte delle procedure legate alla circolazione extracorporea. L’errore in sala operatoria, riconosciuto negli stessi documenti del rischio clinico del Monaldi, è ovviamente ancora da dimostrare dal punto di vista dell’inchiesta penale e pure dell’ispezione del ministero, ma così assume nuovi contorni.
L’articolo completo di Michele Bocci su Repubblica




