Dopo due settimane di come Manfredi Marcucci, ferito nel rogo di Crans-Montana, si è svegliato

di solobuonumore

Dopo due settimane di come Manfredi Marcucci, ferito nel rogo di Crans-Montana, si è svegliato

Non sa ancora nulla di quello che è successo al Constellation, degli amici che erano con lui che non ci sono più. E della tragedia immane che vissuto anche lui. Dopo più di due settimane ha finalmente aperto gli occhi Manfredi Marcucci, 16 anni, studente del liceo Chateaubriand di Roma, uno dei giovanissimi che era in coma farmacologico nella Terapia intensiva dell’ospedale Niguarda. “Quando i medici ci hanno avvisati che stavano iniziando a svegliarlo non sapevamo nemmeno noi cosa dire per l’emozione che ci ha travolti”, racconta il papà, Umberto, insieme alla mamma di Manfredi nella sala del Centro Ustioni, per giorni in attesa di una notizia che aspettavano da Capodanno. “Dove sono i miei amici?”, sono state alcune delle sue prime parole. A raccontarlo sono i suoi genitori, corsi accanto al suo letto quando è tornato cosciente. “Ci ha chiesto di poter tornare a scuola, di poter partire per la settimana bianca in programma con la sua classe – racconta il papà – non si rende ancora conto ancora di nulla, è ancora sotto effetto dei medicinali”. Ha ustioni per il 35 per cento del corpo. Sulla schiena, sulle braccia e sulle mani.

L’articolo completo di Tiziana De Giorgio su Repubblica Milano

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