Il cantautore romano, 29 anni, si racconta a poche ore dall’inizio del Festival: «Sento il peso della pressione»
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«Sento il peso della pressione, ma sono gasato all’idea di provare a vincere. Non credo che succederà, però voglio giocare per arrivare il più possibile vicino alla vetta. È un modo sano di partecipare. Non m’interessa il risultato: voglio solo divertirmi». Fulminacci, cantautore romano classe 1997, cresciuto a Casal Lumbroso, torna al Festival di Sanremo per la seconda volta con quel mix di ironia e spensieratezza. La prima era stata nel 2021 con Santa Marinella. In gara all’Ariston, dove lo danno tra i favoriti, presenta Stupida sfortuna, una canzone sulle relazioni, scritta dopo la fine di una storia d’amore durata sette anni. Un addio raccontato con un ritornello leggero. «La leggerezza è sempre una terapia. A Roma c’è molta leggerezza, forse anche troppa. L’ironia è sempre una cura comunque». Nella serata delle cover duetterà con Francesca Fagnani sulle note di Parole parole, nella versione resa celebre da Mina e Alberto Lupo. «Non ho nessuna intenzione di fare paragoni con la loro grandezza, sarebbe grottesco. È solo un omaggio fatto con amore». Sanremo, però, è anche scuola. «Quel palco mi ha insegnato a credere di più in me stesso». Dopo tre dischi arriva Calcinacci, in uscita il 13 marzo, seguito dal Palazzacci Tour al via il 9 aprile dal Palazzo dello Sport dell’Eur. «In questo nuovo capitolo c’è sempre Roma, perché Roma c’è sempre. Io sono di Roma, quindi scrivo cose ambientate e vissute lì. Ma il disco parla di me, di quello che mi è successo in quest’anno di vita. E il tour pure». Uno spettacolo diviso in capitoli, quasi cinematografico: «Si ballerà, si canterà, ci sarà allegria, tristezza, lacrime, sudore. Sarà una bella serata».




