I soldi che cadono dal materasso, sotto il cadavere: «Spostando la salma sono spuntati 3.300 euro, in tre colleghi hanno fatto 1.100 euro a testa». Il sistema era consolidato tra i dipendenti dei servizi cimiteriali del Comune, e guai a parlare. Meglio farsi i fatti propri in un «clima di reticenza e omertà, che regna tra i dipendenti dell’obitorio civico», come riportano gli atti delle indagini condotte dalla polizia locale, e allegati al fascicolo del processo che vede sette uomini tra i 31 e i 60 anni, raggiunti da richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Antonio Cristillo e in attesa di udienza preliminare fissata martedì. Attualmente gli imputati risultano trasferiti ad altri uffici amministrativi, fatta eccezione per il più anziano del gruppo, ancora in servizio al Cimitero Maggiore e di un 52enne che invece ha dato le dimissioni.




