Giorgio Pasotti: “Sono un bergamasco testardo, ma con mia figlia mi scopro morbidissimo”

di solobuonumore

Giorgio Pasotti: “Sono un bergamasco testardo, ma con mia figlia mi scopro morbidissimo”

"Mi ritengo un bravo artigiano, scelgo bene il materiale e lo lavoro". Parola di Giorgio Pasotti, l’attore che voleva fare il medico sportivo, già campione di wushu, esploso per il grosso pubblico con L’ultimo bacio e oggi, una trentina di film dopo, Rosso volante, Eugenio Monti il campione di bob e fair play che cedette un bullone e l’oro agli inglesi alle Olimpiadi di Innsbruck del ’64 e poi si prese quell’oro nel ’68 a 40 anni (Rai1, il 23 febbraio in prima serata e poi su RaiPlay). Una storia che Pasotti non poteva non amare moltissimo perché mette insieme il set e lo sport, la correttezza e la cocciutaggine, una sua caratteristica alla quale tiene moltissimo. Ma che non mantiene con la figlia Maria, 16 anni.

In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la montagna, la velocità e la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d’istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori"). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop. Uno spunto per parlare anche di femminicidi e violenza sulle donne. Intervista di Giulia Santerini

"Qualcosa di personale", la serie nata per conoscere chi è disposto a mettersi in gioco e a raccontare storie di vita uniche. In video sul sito e sul canale YouTube di Repubblica e in podcast e vodcast su tutte le piattaforme OnePodcast

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