Giovanni Storti, membro storico del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo, sceglie l’ironia per spiegare il suo no al Referendum che deve confermare la riforma della Giustizia disegnata dal ministro Nordio. Con i sì al posto dell’attuale Csm nascerebbero un’Alta corte e due consigli superiori della magistratura, uno per la giudicante e uno per la requirente, i cui membri sarebbero estratti a sorte: un terzo tra professori ordinari in materie giuridiche indicati dall’esecutivo e due terzi tra magistrati giudicanti e requirenti.
L’attore milanese simula dunque un bel sorteggio per il cast: "Perché scegliere gli attori? Ma estraiamoli a sorte tra le migliaia che ci sono in Italia! Ma vi sembra sensato? Questa è la proposta del governo per la nuova riforma della giustizia"
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