Guido Scorza si dimette da componente del Garante della Privacy: «Decisione sofferta, io no resp…

di solobuonumore

Guido Scorza si dimette da componente del Garante della Privacy: «Decisione sofferta, io no resp…

Il video di spiegazioni sui social

Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/dimissioni-guido-scorza/0deb0a99-d0cf-45e0-882e-f49f280a8xlk

«Ho appena trasmesso al Presidente e al Segretario Generale del Garante per la protezione dei dati personali le mie dimissioni irrevocabili da componente del Collegio. Ho deciso di fare un passo indietro. Credo si tratti di una decisione giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione anche se, permettetemi di pensarlo, non posso che ritenerla ingiusta nella sostanza e nelle modalità che mi hanno portato ad assumerla»: lo scrive sul suo sito personale Guido Scorza, componente dell’Authority.«Non ho nessuna remora né imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita – scrive anvora Scorza -. Lascio – ne sono convinto – uno dei lavori più belli che a una persona possa capitare. Lascio un lavoro che ho fatto con più determinazione e passione di qualsiasi altro fatto sin qui. Lascio un lavoro che non ho mai considerato tale ma una missione civile prima che professionale e istituzionale. Un’occasione unica di fare, nel mio piccolo, la mia parte per promuovere e difendere un diritto che non è mai stato tanto centrale e irrinunciabile nella vita delle persone e della società. Una missione alla quale ho dedicato ogni giorno degli ultimi cinque anni. Lascio un incarico che, per me, ha sempre rappresentato anche un modo per restituire, almeno parte di ciò che mi ha dato, a un Paese che mi ha dato tantissimo, consentendomi di acquisire competenze ed esperienze importanti, di realizzarmi nella dimensione personale e professionale e di credere in un futuro migliore del passato da lasciare alle mie figlie.Lascio un incarico che avevo sognato da quando, trent’anni fa, incontrai, per la prima volta, Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli che stavano lavorando a quella che sarebbe diventata la prima legge italiana sulla protezione dei dati personali.Lascio – e vengo alle motivazioni di una scelta tanto sofferta – principalmente, per rispetto del loro sogno, quello di Stefano e di Giovanni ma anche delle tante donne e dei tanti uomini che con loro hanno dato vita a quello che sarebbe poi diventato il Garante per la protezione dei dati personali, un sogno che, negli anni, ben prima di essere eletto, è diventato anche il mio: rendere forte un diritto fragile e garbato come la privacy».

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