«Il treno improvvisamente ha iniziato a frenare, è stato tutto molto forte e alcuni sedili si sono staccati. E’ stato terribile. Pensavo di morire. Ci metterò un bel po’ prima di riuscire a mettere piede su un treno». Inmaculada aveva appena trascorso il fine settimana a Madrid. Stava tornando a casa, a Huelva, sul treno ad alta velocità che ieri, intorno alle 19.40, si è scontrato all’altezza di Adamuz (Cordova) con un altro convoglio in viaggio da Malaga alla capitale spagnola causando la caduta dei primi due vagoni da un terrapieno di quattro metri e la morte di 39 persone, uno dei quali è il macchinista di uno dei treni. Per la Guardia Civil, ci sono 152 feriti, di cui cinque sono molto gravi e 24 in condizioni gravi.
Il peggior incidente ferroviario della Spagna, dopo quello ad Angrois, a Santiago de Compostela, nel 2013.
«Sono uscita dal treno e ho attraversato i binari. Cercavo di non guardare a sinistra: i feriti erano tantissimi -ha raccontato la donna a El Mundo – In altri vagoni, la gente invece è uscita dai finestrini. Chi si è salvato, come me, si è messo lungo la strada e, in fila, abbiamo camminato verso il viallaggio di Adamuz fino agli autobus».




