È un volto simbolo della strage di Crans-Montana. Il comandante dei vigili del fuoco che quella notte interviene per i primi soccorsi, l’uomo che nei giorni successivi piange pensando ai ragazzi che non è riuscito a salvare, il pompiere che nel 2018 partecipa a una delle ultime ispezioni al Constellation. Stamattina, affiancato dal suo avvocato, David Vocat verrà sentito come persona informata sui fatti nell’ambito delle indagini: “Se avessi visto qualcosa di pericoloso lo avrei detto subito. Ma il mio mestiere è salvare vite, non fare i controlli sulla sicurezza. Nessuno di noi avrebbe mai voluto questo. Non dormo più”, confida. “Il ricordo più forte che ho di quella notte – spiega – è quello di una ragazza che ho cercato di salvare al 1900, il bar davanti a Le Constellation. Le ho fatto a lungo il massaggio cardiaco ma non c’è l’ha fatta, ho dovuto lasciarla lì… Non ho mai saputo il suo nome”.
L’intervista completa del nostro inviato Rosario Di Raimondo su Repubblica
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