Una mappa della rete che non si limita a rappresentare la presenza di ritardi, ma ne evidenzia la concentrazione territoriale. L’obiettivo è di mettere in evidenza le tratte in cui i ritardi incidono su un volume significativo di traffico. In questo modo la mappa non mostra solo dove i ritardi sono elevati, ma dove essi tendono a consolidarsi nel tempo. Uno studio dell’associazione Europaradicale segnala i disagi sull’alta velocità nel 2025 (puoi scaricarlo qui). Lo fa da un punto di vista qualitativo. Perché non individua necessariamente i punti di origine del ritardo, ma quelli in cui il ritardo si manifesta, si amplifica o fatica a riassorbirsi. Così scopriamo che Il Frecciarossa Lecce-Milano è stato il treno peggiore del 2025. Un primato in negativo, ottenuto dopo un anno in cui sulla tratta si è riuscito a viaggiare puntuali solo 18 volte.
Su oltre 90 mila treni in un anno e circa 250 treni al giorno scopriamo che quasi sette su dieci sono arrivati in ritardo. La performance peggiore va appunto al Lecce-Milano: il ritardo medio registrato è di 29 minuti. Il 36 per cento delle corse è arrivato con almeno 30 minuti di ritardo e una corsa su dieci con almeno 60 minuti di ritardo. Sul podio, al terzo posto dei treni peggiori, c’è anche un’altra tratta pugliese, la Milano-Taranto. Il ritardo medio è stato di 28 minuti, riuscendo ad arrivare puntuale solo 51 volte in un anno. Altre pessime prestazioni pugliesi riguardano il Taranto-Milano (con un ritardo medio di 27 minuti), il Milano-Lecce (ritardo medio di 26 minuti) e il Bari-Milano (media di 23 minuti).




