In piazza Galvani le bandiere dei tre Stati e la manifestazione: «Questo regime islamico non rappresentava l’Iran, ora ci sarà un periodo di transizione guidato dal principe Reza Pahlavi»
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Viva l’Iran, viva Israele, viva gli Stati Uniti, viva la Persia, viva lo scià, viva la libertà. L’ultima battaglia, Pahlavi tornerà. Coraggio, libertà, Pahlavi tornerà. Grazie presidente Trump, grazie Netanyahu». Queste le parole gridate poco fa in piazza Galvani a Bologna da uno dei manifestanti iraniani che si sono ritrovati per festeggiare, con musica e bandiere del loro Paese, di Israele e degli Usa, l’attacco all’Iran portato proprio dagli Stati Uniti e da Israele. Rivolgendosi alle persone presenti- una sessantina circa- Davoud Soltanpour, membro della comunità iraniana bolognese, afferma che «questa mattina ci siamo svegliati con una notizia importantissima: Stati Uniti e Israele hanno attaccato il regime islamico, e sottolineo il regime islamico, che non rappresenta l’Irane il popolo iraniano». Per il popolo iraniano, aggiunge, «questa non è un’aggressione, ma un passo verso la libertà, come lo sbarco in Normandia». Per Soltanpour, ora «ci sarà un periodo di transizione guidato dal principe Reza Pahlavi, che ci porterà verso un referendum democratico: il futuro dell’Iran non sarà deciso dai Governi stranieri, su questo non devono esserci ambiguità». In questo momento, dichiara poi ai cronisti presenti, "c’è una rivoluzione in corso e noi siamo fiduciosi". Al presidio ha partecipato anche il consigliere comunale della Lega Matteo Di Benedetto, che ha preso brevemente la parola per dire ai presenti che «siamo al vostro fianco».




