“Avevo vetro in bocca, masticavo e sentivo il vetro. Poi mi sono svegliato e ho capito di essere vivo”. È da questa immagine crudele e potentissima che parte la testimonianza di Santiago Tavares, uno dei sopravvissuti al devastante incidente ferroviario avvenuto domenica, 18 gennaio, ad Adamuz, in provincia di Córdoba, nel sud della Spagna. Un deragliamento che ha coinvolto due treni ad alta velocità, uno della compagnia Iryo e uno di Renfe, trasformando un normale viaggio in un inferno di lamiere, sangue e urla.
Il bilancio dell’incidente è drammatico: 41 vittime, tra cui il macchinista del treno Renfe, e 152 feriti. Di questi, 39 sono ricoverati negli ospedali della regione andalusa. Tredici persone si trovano in terapia intensiva, mentre nove sono in condizioni gravi, anche se – come ha assicurato il presidente della Giunta dell’Andalusia, Juanma Moreno – non sarebbero in pericolo di vita. Tra i feriti c’è anche un minorenne.
Lo scontro è avvenuto quando un convoglio ad alta velocità diretto da Málaga a Madrid è deragliato, invadendo il binario opposto e colpendo un treno in arrivo. Le operazioni di soccorso proseguono da giorni e le autorità non escludono che il numero delle vittime possa ulteriormente aumentare.
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