La dottoressa del 118 che per studiare si deve licenziare: «Realizzo il sogno da anestesista» #news

di solobuonumore

La dottoressa del 118 che per studiare si deve licenziare: «Realizzo il sogno da anestesista» #news

Venerdì 16 gennaio ha ricevuto la risposta che aspettava e che temeva: è entrata nella scuola di specializzazione di Anestesia a Bologna. E un attimo dopo, quasi contestualmente, ha dovuto presentare le dimissioni e lasciare un posto a tempo indeterminato nella Ausl di Bologna dove fa il medico del 118 da diversi anni.

Agnese Peloni, 37 anni, fa parte di quella schiera di professionisti che scelgono di aumentare le proprie competenze mentre già esercitano la professione, ma che, paradossalmente, vengono penalizzati e devono lasciare, se ce l’hanno, un posto fisso per tornare al precariato. Ma la borsa di specializzazione in molti casi non garantisce loro la sopravvivenza in una città come Bologna. «Quindi in tanti rinunciano a specializzarsi e restano dove sono, nonostante abbiano ambizioni diverse e grandi capacità professionali».

Dottoressa Peloni, lei è l’emblema di quello che denuncia lo Snami: la scelta di formarsi durante la propria vita professionale penalizza la possibilità di avere un lavoro stabile.
«Io pago la colpa – perché così quasi la fanno passare – di aver capito tardi qual era la specializzazione a cui avrei voluto dedicare la mia vita. Ma l’ho capito proprio lavorando, stando sul campo, facendo un percorso lungo dieci anni. Ho maturato la scelta di fare il concorso per Anestesia dopo aver esercitato e questo non dovrebbe essere un demerito». L’intervista continua su corriere.it

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