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“È falso dire che abbiamo rifiutato l’aiuto del sindaco e dei privati”. Sentono la necessità di ristabilire una verità che, dicono, è stata travolta insieme alla loro vita familiare. Nathan e Catherine, i genitori che vivevano con i loro figli nella cosiddetta casa nel bosco nel Chietino, decidono di rompere il silenzio e spiegare alcune cose. Anche le ragioni che li hanno portati a revocare il mandato all’avvocato Angelucci. Lo fanno attraverso una nota diffusa dal loro nuovo legale, il penalista Marco Femminella. “Siamo grati dell’attenzione che ci è stata riservata ma vogliamo che passi un messaggio chiaro: ogni nostra scelta, ogni nostro passo, compreso il trasferimento in questa straordinaria terra che ci ha accolti, è stato orientato al benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, che sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino”.
L’articolo completo di Federica Angeli su Repubblica
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