L’ingegnere e la bimba di Gaza che ha perso una gamba sotto le bombe: “Le regalo io la protesi”

di solobuonumore

L’ingegnere e la bimba di Gaza che ha perso una gamba sotto le bombe: “Le regalo io la protesi”

Non se lo è fatto ripetere due volte. Forse perché conosce bene quel dolore ma anche quella voglia di ricominciare. Quando ha sentito l’appello di Melek – la bambina di Gaza che chiedeva una protesi per poter riprendere a giocare – Daniele Bonacini ha pensato di offrire il suo aiuto. Anzi, a dirla tutta, aveva già inviato del materiale, ma la situazione di blocco imposta dagli israeliani finora non gli ha consentito di raggiungere i pazienti.

Bonacini propone due soluzioni, magari con l’aiuto del ministero degli Esteri: far arrivare una delle “gambe” già spedite all’ospedale di Hamad alla piccola che vive con la nonna o ancora meglio far arrivare la bambina in Giordania presso il Centro ortopedico di Paola Biocca, già coordinato con la stessa Roadrunner. “Sarebbe un sogno poter avere la bambina in Italia – spiega l’ingegnere – perché un conto sono le protesi modulabili che noi inviamo nei luoghi di cura che hanno diverse misure standard e poi un elemento adattabile alla persona, cosa diversa è poter lavorare dal vivo sull’amputato per costruire un vestito su misura”.

L’articolo completo di Livia Ermini su Repubblica

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