Dall’Istat previsioni al ribasso per l’economia del nostro paese. Per l’Istituto di statistica nazionale "la crescita modesta è causata dall’instabilità del panorama internazionale".
Il 2026 si apre in salita per l’economia mondiale. "Nuovi focolai di instabilità legati a tensioni geopolitiche, si legge nella nota pubblicata oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica, supportano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso”.
Un esempio su tutti: le recenti operazioni militari degli Stati Uniti in Venezuela che, pur non avendo prodotto finora effetti significativi ne’ sull’offerta, ne’ sui prezzi del petrolio e pur senza danneggiare le infrastrutture produttive, fanno temere conseguenze negative nel lungo periodo.
Anche la minaccia di nuovi interventi dell’esercito a stelle e strisce per mettere fine alle rivolte in corso in Iran, non rassicura.
Per l’Italia, dove nel terzo trimestre 2025 il Pil ha toccato un modesto +0,1%, la crescita si prospetta debole, rispetto alla media dell’eurozona, con andamenti differenziati tra settori, sottolinea l’Istat.
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