Marco D’Amore aveva dubbi. Tanti. "Sentivo di non avere più nulla da dire su Gomorra", confessa.
Poi il blitz: porta chiusa in Cattleya, produttori, sceneggiatori, il pilot di Gomorra –
Le Origini. "Leggi e poi ci dici". Ha detto sì.
Il risultato? Un’operazione che è anche archeologica sul dialetto napoletano. "Ho recuperato i modi di dire di mia nonna, delle mie zie. Una lingua che si sta perdendo".
Dall’omaggio a James Senese ("doveva godersi l’applauso con me") a Sandokan cantato dai ragazzini di Secondigliano. Nel corso dell’intervista, Marco D’Amore ci racconta quanto l’idea alla base di un personaggio come quello di Angelo ‘a Sirena, mentore del giovane Pietro interpretato da Francesco Pellegrino, sia stato fondamentale per convincerlo a girare Gomorra – Le origini: "Il personaggio di Angelo non parla di affermazione personale, ma di rivendicazione. Questo è un aspetto fondamentale ed è l’aspetto che più di tutti mi ha convinto a girare questa storia. Con Gomorra – La serie noi abbiamo stretto l’obiettivo intorno a un nugolo di uomini il cui obiettivo era il potere. Quando Ciro parla dice: "Voglio arrivare in cima". Invece, qui c’è un mondo di esseri umani che cercano di affrancarsi da indigenza, povertà e soprattutto non lotta per il potere ma per la sopravvivenza, che è diverso".




