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Dalle celebri lattine di Warhol alla Merda d’artista di Manzoni. Anzi, peggio: “Merda per poveri”. Così il vicepresidente della Campbell’s, Martin Bally, avrebbe definito le zuppe del colosso statunitense parlando con alcuni componenti del suo staff. Quindi, i suoi prodotti, che evidentemente considerava tutt’altro che opere d’arte. E così da numero due dell’azienda è diventato ex numero due: prima sospeso e poi cacciato. Non solo per aver criticato la bassa qualità – a detta sua – dei prodotti con epiteti irripetibili: si è concesso anche insulti razzisti ai dipendenti e offese ai clienti. Più che una zuppa, un minestrone di improperi.
L’articolo completo di Gennaro Totorizzo su Repubblica
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