Il cuore del bimbo ha smesso di battere e il dramma del piccolo guerriero che ha commosso l’Italia è giunto all’ultimo atto. La telefonata a mamma Patrizia arriva quando ancora non sono le cinque del mattino. "Signora, venga in ospedale". Prostrata dal dolore, la donna ripete: "Quello che è successo a Domenico non dovrà essere dimenticato". E attraverso il suo avvocato Patrizia pensa di istituire una fondazione a nome del figlio per aiutare le vittime della colpa medica e i bambini che non possono essere trapiantati.
L’articolo di Dario Del Porto e Antonio Di Costanzo su Repubblica




