È nato il 24 dicembre 2025, senza un pezzo di esofago. Ha passato il giorno di Natale in rianimazione con un sondino nel naso, attaccato alle macchine per sopravvivere. L’equipe di chirurgia pediatrica del Sant’Orsola l’ha operato il giorno di Santo Stefano, ad appena due giorni di vita, in toracoscopia, la cosiddetta chirurgia mini-invasiva, praticandogli soltanto tre piccoli fori su un fianco. E dopo un mese è stato dimesso ed è potuto tornare a casa sua, a Monzuno, a conoscere la sua sorellina di quattro anni, Anita, che ancora non lo aveva visto, insieme al suo papà e alla sua mamma. È la storia di Romeo, che il 24 gennaio ha compiuto un mese. i chiama atresia esofagea e in Italia se ne registrano circa 50 casi all’anno. “Sono bambini che nascono senza un pezzo di esofago — spiega il professor Marcello Dòmini— la particolarità di questo caso è che siamo riusciti a operarlo in toracoscopia”
L’articolo completo di Caterina Giusberti su Repubblica Bologna




