L’Uefa sta indagando sulle accuse di razzismo a suo carico
Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/prestianni-squalificato-perche-e-giusto-cosi/0456507c-23d9-4749-a8a2-5c7928fd6xlk
Questa sera al Bernabeu il Benfica non potrà schierare l’argentino Gianluca Prestianni nella gara di ritorno contro il Real Madrid perché l’Uefa, che sta indagando sulle accuse di razzismo a suo carico da parte di Vinicius dopo l’episodio della gara d’andata, l’ha sospeso in via cautelativa. A prima vista stiamo parlando di una mostruosità giuridica, la presunzione d’innocenza è totalmente saltata, e infatti il Benfica è furioso: così furioso che il suo allenatore, José Mourinho, probabilmente l’uomo dalla dialettica più aggressiva e pungente della storia del calcio, ha rinunciato alla conferenza stampa della vigilia, e non si sa nemmeno se parlerà dopo la partita. È il caso di ricordare brevemente l’episodio: dopo aver segnato quello che si sarebbe rivelato il gol della vittoria, Vinicius festeggia assieme ai compagni con i soliti balletti che tanto fastidio danno a certi tifosi avversari, e che gli valgono comunque un’ammonizione. Rientrando a centrocampo incrocia Prestianni, che dopo essersi alzato la maglietta per coprire la bocca dice qualcosa che fa infuriare il brasiliano. Corre dall’arbitro, l’esperto francese Letexier, riferendogli che Prestianni l’ha chiamato scimmia (mono, in spagnolo). L’arbitro fa partire il protocollo anti-razzismo incrociando le braccia a X, e per una decina di minuti il gioco viene sospeso. Mourinho viene espulso per proteste, Mbappé si convince a proseguire perché all’inizio se ne voleva andare, e il suo j’accuse (“Prestianni gli ha dato della scimmia cinque volte”) fa parte del materiale probatorio.L’argentino sotto accusa, da parte sua, ammette di aver detto qualcosa di sgradevole a Vinicius ma nega che fosse un insulto razzista. A fine partita, l’ulteriore sparata di Mourinho, e per quanto se ne possa apprezzare la vivacità intellettuale in tante polemiche, stavolta non coglie il bersaglio non andandoci nemmeno vicino. Prima dice che il Benfica non è un club razzista perché il suo massimo giocatore è stato Eusebio, un nero: detto che nessuno se l’è presa col club, ma solo con Prestianni, la giustificazione riecheggia il famoso “ho tanti amici neri”. Poi sostiene che le colpe sono di Vinicius per via delle sue esultanze provocatorie, trasformando così la vittima in colpevole e autorizzando pubblico e giocatori a poter reagire in qualsiasi modo – razzismo compreso – davanti a ciò che percepiscono come provocazione. E dimenticando che per gli eccessi c’è un arbitro, e infatti il brasiliano era stato ammonito.Ma è giusto squalificare preventivamente Prestianni? La questione è tormentosa, ma alla fine propendo per il sì, perché quella maglietta alzata a coprire la bocca è un indizio troppo chiaro. Se gli vuoi dare dello stronzo, come fanno tutti i calciatori cento volte a partita, non c’è alcuna esigenza di nasconderlo. Impedire a Prestianni di giocare al Bernabeu contiene anche l’intento politico – in senso lato, per una volta non negativo – di frenare la reazione della tifoseria madridista, visto che all’andata tutto lo stadio Da Luz si schierò con Prestianni fischiando Vinicius. È la logica dell’appartenenza, qualsiasi cosa tu faccia se hai la mia maglietta io sono con te. Aberrante ovunque, ma nel calcio purtroppo normale.




