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Più anni di vita rispetto all’Europa, ma più povertà, più disuguaglianze e più lavoro povero. È il paradosso italiano fotografato dal Rapporto Bes 2024 dell’Istat. L’Italia è ai vertici Ue per longevità e sicurezza, ma resta indietro su occupazione, istruzione, salari e qualità dei contratti. Un divario che scava distanze sociali e territoriali e attraversa generazioni sempre più sbilanciate verso l’età anziana. Ma è sul terreno del benessere economico e del lavoro che si apre la frattura più ampia con l’Europa. Il rischio di povertà colpisce il 18,9% degli italiani, contro il 16,2% Ue. La disuguaglianza del reddito è più alta: il 20% più ricco guadagna 5,5 volte il 20% più povero, contro 4,7 dell’Unione. Un divario strutturale, aggravato dalla scarsa partecipazione al lavoro e dalla qualità insufficiente dei contratti.
Su Repubblica l’articolo di Valentina Conte
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