Se si lavora a casa in smart working e ci si fa male, è un infortunio sul lavoro. Lo ha stabilito per la prima volta in Italia la sentenza del giudice di Padova Maurizio Pascali, pubblicata l’8 maggio 2025 ma resa nota solo in questi giorni. Il magistrato della sezione del Lavoro ha accolto il ricorso di una sessantenne padovana, iscritta al sindacato Fgu Gilda Unams e assistita dagli avvocati Luca Scarso e Carmela Furian. Con la classificazione dell’incidente come infortunio sul lavoro, la donna ha diritto al riconoscimento dell’invalidità, corrisposta al 9 per cento sulla base dell’accordo raggiunto con l’Inail a processo già iniziato. Ma non solo: il tribunale ha preso atto dell’esito della visita alla quale è stata sottoposta la lavoratrice durante il giudizio e oltre alle spese legali, ha riconosciuto alla sessantenne il rimborso delle visite mediche private pari a 1.284 euro. Una vittoria su tutto il fronte per il sindacato con sede in via Aspetti in zona Arcella a Padova: «Un grande successo per la nostra lavoratrice – esulta in una nota il segretario della Fgu GildaUnams, Andrea Berto – per i nostri avvocati e per il nostro sindacato e una nuova battaglia vinta per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori».




