Flora Tabanelli, 18 anni, è la più giovane medagliata dell’Italia olimpica di Milano Cortina e ha fatto innamorare un Paese con il bronzo nel big air del freestyle, conquistato 102 giorni dopo l’infortunio al ginocchio destro. A rendere ancora più speciale il suo podio, anche la sua storia. Papà e mamma gestiscono da anni il rifugio di Lago Scaffaiolo, alto Appennino modenese, e hanno cresciuto i figli Flora, Irene e Miro nella natura, a una seggiovia e venti minuti di cammino dalle scuole che – racconta lei – l’hanno abituata alla fatica, al silenzio, alle camminate per andare a scuola e alle bufere come quella che l’ha accompagnata sul podio a Livigno. Rispetto alla famiglia nel bosco di Palmoli diventata nota alle cronache, in condizioni specifichiamo molto diverse da quelle della famiglia Tabanelli, tutta un’altra storia. Soprattutto perché – per fortuna – è rimasta lontanissima anche da chi in questi mesi ha voluto fare del caso abruzzese terreno di strumentalizzazioni politiche, polemica anti magistratura e crociate anti servizi sociali. Qua c’è di mezzo solo lo sport, non la politica fatta a botte di post, e una ragazza di 18 anni che ha unito l’Italia
di Matteo Macor
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