I pesci trovano riparo nelle vie d’acqua della città durante i mesi invernali
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I video, come ogni anno, girano sui social da giorni: i canali interni di Venezia brulicano di pesci – cefali, per la precisione – ammassati a migliaia gli uni sugli altri nelle vie d’acqua che attraversano la città. Tra barche ormeggiate e pontili, i pesci cercano cibo, acque meno saline e più calde per ripararsi dal freddo dell’inverno e tentano di sfuggire alla voracità dei predatori che li attendono sulle rive più aperte. Il 2026 si è aperto con temperature polari, spesso sotto lo zero, e anche se ora la colonnina di mercurio è in risalita il fenomeno dell’«invasione» tipico dei mesi freddi continua a verificarsi. In alcuni punti la concentrazione di cefali a pelo d’acqua è tale che le imbarcazioni di passaggio non hanno altra scelta che attraversare i banchi facendo una strage. Le immagini pubblicate sui social mostrano diversi angoli della città «invasi» dai pesci: dal Canal Grande al Bacino Orseolo, fino ai rii più riparati. A galla rimangono anche diversi esemplari morti, vuoi per il passaggio delle barche, vuoi per gli attacchi dei predatori come gabbiani e cormorani o per i giorni in cui si sono registrate le temperature più rigide.




