MOURINHO: “ROMA-ZORYA VALE UNA FINALE, VOGLIAMO ANDARE AVANTI NELLA COPPA”

di solobuonumore

MOURINHO: “ROMA-ZORYA VALE UNA FINALE, VOGLIAMO ANDARE AVANTI NELLA COPPA”

José Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Zorya Luhansk, matchday 5 di Conference League.

Ecco le parole del tecnico giallorosso.

Che gara si aspetta? Il girone si è complicato…

“Molto oggettivo. Se vinciamo siamo dentro, se perdiamo siamo fuori. Un pareggio lascia aperto. Avremmo il destino nelle nostre mani pareggiando e vincendo in Bulgaria l’ultima. È cosi, è questo l’obiettivo. Che significa? Significa che è una finale per noi e per loro. Ed è una gara importante. Sarà dura per mesi giocare la doppia competizione, campionato e Conference League, ma è un problema che vogliamo avere. Non vogliamo andare via. Per questa ragione domani metteremo la massima forza per vincere”.

Cosa si aspetta dalla prestazione di Zaniolo?

“Niente di particolare dalla partita di Zaniolo. Mi aspetto tutto dalla prestazione della squadra. Come squadra abbiamo vinto bene a Genova, come squadra che dobbiamo giocare, come squadra dovremo fare di tutto per vincere domani. Non mi aspetto nulla di diverso da lui. Quello che gli ho detto a Genova. Anche se lui non ha giocato un solo minuto, mi è piaciuto come ha festeggiato domenica. È come se avesse disputato 90 minuti. Mi aspetto un giocatore di squadra, nulla da Zaniolo dal punto di vista individuale”.

Nelle partite di coppa il portiere titolare generalmente fa turnover e si riposa. Confermerà Rui Patricio anche per le prossime gare di Conference?

“Sì, giocherà. Non è Rui che è tra i migliori portieri del campionato. Siamo noi – nonostante aver preso 3 gol a Venezia e a Verona – come squadra che riusciamo a stare fra le squadre con la miglior difesa. Fuzato per come sta lavorando è fantastico. Assolutamente fantastico. Se dovrà giocare lui una partita di campionato o di coppa, avrò fiducia totale in lui. Non starò certo una notte senza dormire. Comunque, domani gioca Rui”.

È soddisfatto delle prestazioni di Abraham?

“Sono contento, sì, sono contento. Quando sei attaccante di una squadra che crea tanto e fai parte di una squadra offensiva, hai possibilità di segnare di più. Però lavora tanto per la squadra, per la costruzione. Per me non è un problema. È nella dinamica di squadra, è un giocatore di squadra, fa movimenti offensivi, anche difensivi, per il modo di chiudere spazi, di pressare, di analizzare gli avversari. Ha imparato ad avere un’altra dimensione da giocatore di squadra che magari non aveva prima”.

“Presto o tardi arriveranno più gol. Dopo avrà tutto. Avrà il lavoro di squadra e il fatto di segnare di più. In questo momento non sono preoccupato. Ha avuto un inizio forte, ha colpito tutti, pure i tifosi, poi c’è stato un piccolo calo. Mi sembra assolutamente normale, considerando anche l’infortunio subito in nazionale inglese. Sono veramente contento. E gioca domani. Giocano Zaniolo, Tammy e Rui Patricio. Ne mancano altri otto”.

L’esperimento della linea difensiva a tre era limitato all’emergenza del momento o potrà continuare? Sembra che anche a centrocampo le dinamiche dei giocatori siano diverse.

“A me non piace giocare a cinque. Perché una cosa è il concetto di tre, un’altra è il concetto di cinque. E a me non piace giocare a cinque. Abbiamo perso i terzini sinistri e abbiamo scelto di giocare a tre, con El Shaarawy che non è un terzino e che non fa la squadra giocare a cinque. Questa soluzione è andata molto bene a livello di gioco, non a livello di risultato per quanto riguarda la partita di Venezia. Mentre bene a Genova”.

“La rosa non è stata costruita per giocare a tre. Quando costruisci una rosa per giocare a tre tu non hai solo 4 difensori centrali. Non avresti tanti giocatori offensivi come Zaniolo, Perez, Mkhitaryan, Zalewski. Questa dinamica è molto adatta per alcuni elementi, meno per altri. Però ci abbiamo giocato, i giocatori si sono sacrificati. E lo hanno fatto bene. È un qualcosa che dobbiamo avere sempre in tasca come opzione”.

“L’obiettivo sarà sempre quello di tornare a un modello di gioco che volevamo sviluppare, però è importante aver sviluppato questo. Lo vedo bene. Per El Shaarawy, ad esempio, è più facile fare l’esterno in un attacco con tre giocatori, che fare il quinto. Ma va bene, troveremo equilibrio. Domani linea di difesa a 4? Posso dirti un quarto giocatore che scenderà in campo: Veretout”.

Verranno convocati Vina e Calafiori?

“Decideremo oggi in un riunione con i nostri collaboratori. Come abbiamo deciso per Smalling per Genova prima di viaggiare, faremo lo stesso oggi. Stanno lì, si sono allenati con la squadra stamattina, penso che è possibile”.

Cosa ha capito di più in questi mesi rispetto al suo arrivo a Roma?

“Conosco meglio i miei giocatori. Ad esempio, vedere El Shaarawy in quella posizione non pensavo potesse giocarci. Lo vedevo lo scorso anno un giocatore con alti e bassi. Con problemi fisici, con problemi ad adattarsi ad un’intensità alta di gioco. Ho sempre pensato che fosse un giocatore di qualità, magari per giocare una partita, no un’altra, per entrare in un’altra ancora. Invece ha avuto un’evoluzione e una direzione in cui adesso gioca 90 minuti”.

“E nell’unica opportunità del Genoa domenica scorsa, ha fatto il salvataggio. Questo è un El Shaarawy che non ho mai conosciuto. Non ho mai conosciuto. Questo è un esempio di come io posso imparare dai giocatori. Possono passare anche anni, puoi sempre conoscere qualche nuova caratteristica dei giocatori”.

Ci può parlare della partita di domani? Quanto è difficile affrontare una squadra più sconosciuta?

“Lo Zorya non è una squadra sconosciuta. Sono squadre sconosciute fino a quando non le affrontiamo. Noi studiamo tutto ciò che è possibile analizzare, abbiamo visto tante partite dello Zorya in campionato e tutte quelle di Conference League. Non esiste motivo per non studiarli e non lavorare come con tutte le altre squadre. C’è sempre rispetto per queste squadre, solo così possiamo preparare e vincere le partite”.

(Foto LaPresse)

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