SARRI: “QUESTI ALTI E BASSI CI SONO DA UN ANNO E MEZZO, STIAMO LAVORANDO PER QUESTO”

di solobuonumore

SARRI: “QUESTI ALTI E BASSI CI SONO DA UN ANNO E MEZZO, STIAMO LAVORANDO PER QUESTO”

Il tecnico biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di domani alle 20:45 contro la Fiorentina:

“Speriamo di essere pronti per ripartire. Vediamo le risposte che avremo e che daremo. Penso che la squadra sia pronta, vedendo l’atteggiamento dei miei ragazzi in allenamento. La Fiorentina è una squadra forte, quest’anno ha un gioco diverso dal passato e si sta esprimendo bene. Ha più vittorie in trasferta che in casa e non sarà facile. I giocatori importanti possono sempre decidere le partite, Immobile segna con continuità da diversi anni, Vlahovic sta venendo fuori negli ultimi anni e sta facendo bene.

Per noi è un momento di riflessione, parlando con i ragazzi e scavando dentro di loro abbiamo visto che questi alti e bassi si stanno ripetendo da un anno e mezzo e si verificano con le squadre di seconda fascia. Questo ci deve portare a delle riflessioni, significa che alla base c’è qualcosa di sbagliato nell’approccio alle partite. Spesso succede alla terza partita settimanale. Vedendo i dati fisici non vedo grosse differenze, il problema è sulle energie mentali e nel saper mantenere il livello molto alto sempre.

Abbiamo fatto 12 partite, Luis ne ha fatte 8 da titolare, mentre in 4 ha giocato 40 minuti ciascuna. Faccio fatica a vederlo come uno che non sta giocando. Ci sono dei momenti della stagione in cui le necessità del singolo non corrispondono alle necessità della squadra e si guarda sempre al collettivo. È un giocatore importante per noi e si spera di risolvere tutti i problemi e di poterci permettere anche Luis Alberto. Questa è una delle squadre in cui sto trovando maggiore disponibilità da parte dei giocatori nel capire i miei dettami, manca qualcosa nella messa in pratica. Dobbiamo lavorare e basta ci vuole pazienza.

La comunicazione esterna e interna non coincide, le mie parole all’arrivo non sono un alibi. Come parlo alla stampa non è come parlo ai giocatori. Il ruolo di Leiva è importantissimo, Lucas è adatto al nostro gioco ed è normale che ad una certa età si fa fatica a reggere sempre i ritmi. Se lui ci garantisce un’ora a grandi livelli ci sta bene, anche perché dietro di lui c’è Cataldi che è in grandissima crescita.

A Roma c’è la tendenza a santificare come fenomeni troppi giocatori, qui ci sono giocatori forti che possono crescere ancora tanti. Noi abbiamo cambiato il centrocampo in maniera drastica, adesso è tutto più difficile, il centrocampo ha più spazi da coprire. È questione di abitudine ad un certo tipo di lavoro. Fino a quando le distanze non saranno bilanciate correremo sempre tanto e spesso male. Sprechiamo ancora molte energie. Mettendo a puntino tutto questo faremo lo stesso lavoro ma con un dispendio maggiore. Per risolvere un problema serve averne coscienza.

Abbiamo preso i dati di maggio dello scorso anno e c’è una cadenza nella ripetizione di certi errori. Il primo passo per la crescita è la presa d’atto di questa incapacità di restare a certi livelli o comunque di avvicinarsi a certi livelli. La differenza è netta, i ragazzi lo sanno e ne stanno prendendo coscienza. Forse serve un po’ di umiltà in più perché questi cali li abbiamo con squadre di seconda fascia. Ogni gruppo che sta insieme da tanto tempo ti porta a dei cali a livello motivazionale. Il percorso mentale è un percorso obbligato, l’obiettivo ti deve scatenare delle emozioni che ti portano a fare bene.

Noi dobbiamo darci l’obiettivo più bello al mondo: dare il 100% sempre. Se riusciamo a dare il massimo con continuità vedremo dove arriveremo. In campo servirà una motivazione diversa. I terzini giocano tutti con continuità, non vedo alcun problema. Lazzari sta facendo il percorso più difficile, Marusic è più facilitato avendo fatto il centrale difensivo a tre. Lazzari è più offensivo ed ha un lavoro più lungo da fare. Siamo ancora a metà strada, non facciamo bene il lavoro nuovo e abbiamo un po’ perso il buono del lavoro vecchio”.

(Foto LaPresse)

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