Paolo, lo chef malato di Sla che usa le braccia di suo fratello per cucinare.

di Aglaia

Paolo, lo chef malato di Sla che usa le braccia di suo fratello per cucinare.

Paolo, malato di SLA, usa le braccia di suo fratello per cucinare. Potendo così portare avanti la sua grande passione, quella di fare il cuoco. È la storia a lieto fine di Paolo Palumbo, 21enne di Oristano, che, grazie al suo amore per la cucina e all’appoggio della sua famiglia, ha deciso di non mollare e vivere appieno la sua vita. Paolo, da due combatte contro la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, ma la sua passione per la cucina è più forte di qualunque malattia e gli ha dato la forza per rimettersi in gioco. “Mio padre fa il cuoco, da lui ho ereditano l’amore per l’arte culinaria”, racconta il giovane di Oristano.  “Avevo deciso di iscrivermi all’Accademia di Gualtiero Marchesi (Scuola Internazionale di Cucina Italiana), ma il destino aveva già preventivato per me una strada differente”. Infatti, proprio in quel periodo il suo braccio destro si blocca. Una corsa contro il tempo per guarire, l’operazione, la fisioterapia, ma niente. Ricoverato a Milano, al Nemo, centro specializzato in patologie neurogenarative Paolo conosce altri pazienti con la sua stessa malattia, in particolare lo colpisce Antonio di 44 anni allettato, tracheotomizzato, alimentato attraverso una sonda nello stomaco.  Gli chiede cosa ti manca di più? e lui “sentire il sapore de cibo”. “Sono rimasto senza parole, ho riflettuto e mi è venuto in mente il progetto Sapori a colori”. Un libro di ricette  per pazienti con problemi di deglutizione, disfalgia o alimentati tramite sonde per aiutare i familiari a cucinare. L’idea si trasforma in realtà grazie alla collaborazione con lo chef Luigi Pomata l’idolo di Paolo, che accetta subito di far parte di questo progetto.  50 ricette tra antipasti, primi e dolci. “Sì perché i pazienti sono molto golosi, anche io lo sono” dice Paolo. Sapori a Colori  sarà pubblicato a metà febbraio.

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